Liberiamoli tutti è un’iniziativa della campagna #DatiBeneComune per individuare, ottenere, riformattare, pulire, documentare, pubblicare e diffondere dati di interesse pubblico.
Tanti di questi dati sono inaccessibili alle persone e alle comunità che ne hanno più bisogno: non sono mai stati resi pubblici, sono pubblicati in formati di difficile utilizzo, o senza la documentazione necessaria per interpretarli correttamente.
Vogliamo pubblicare quei dati utili alle tante organizzazioni che hanno aderito alla campagna e che vorranno segnalarci un vuoto informativo che, se colmato, renderebbe le loro azioni più utili, efficaci e mirate.
Hai un dataset “desiderato” nel cassetto?
Vogliamo che la newsletter diventi sempre più uno strumento collettivo: costruito insieme a chi i dati li cerca, li usa, li incrocia, li racconta.
Hai un dataset che, secondo te, dovrebbe essere aperto? Una banca dati che merita di essere accessibile, leggibile, utile? Dicci quale, spiegaci perché. Ma soprattutto: raccontaci cosa ci faresti tu, se fosse davvero liberato.
E se ti va di contribuire anche in altri modi – con un editoriale su un tema che ti sta a cuore, un’analisi a partire da dati pubblici, una visualizzazione, un’infografica, o anche solo un’idea da sviluppare insieme – scrivici a 📧 info@datibenecomune.it.
Liberiamoli tutti è anche tua!
Liberiamoli tutti! è ispirata al Data Liberation Project, un meraviglioso progetto di Jeremy Singer-Vine (👏).
🧮 I dati aggiornati sulla ricostruzione pubblica nel Centro Italia
In questo numero torniamo sui dati della ricostruzione post-sisma 2016 nel Centro Italia — Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria — con un aggiornamento importante rispetto al numero #14.
Per il secondo anno consecutivo, i dati sono stati ottenuti tramite una richiesta FOIA al Commissario straordinario per il sisma 2016, presentata il 26 novembre 2025. Stavolta senza dover ricorrere al TAR: i dati sono arrivati, con qualche settimana di ritardo, ma sono arrivati.
I dati originali, trasmessi in formato Excel, erano già un passo avanti rispetto all’anno scorso: una classificazione più chiara delle categorie degli interventi, e dati aggiornati al 30 aprile 2025. Ma la lacuna più rilevante restava aperta: i Codici Identificativi di Gara (CIG), indispensabili per collegare ogni intervento alle procedure di affidamento e agli operatori economici coinvolti, non erano inclusi.
E allora li abbiamo ricavati noi. Partendo dai 3.322 CUP (Codici Unici di Progetto) presenti nel dataset, abbiamo fatto un join con il dataset CUP-CIG pubblicato da ANAC e siamo riusciti a ricavare 12.847 coppie CUP-CIG, coprendo più dell’87% degli interventi della ricostruzione pubblica.
I due file sono disponibili su GitHub:
Interventi di ricostruzione pubblica (
riscontro_action_aid.csv) — 3.542 interventi con CUP, importi, fase di avanzamento, localizzazione, codice ISTAT comune e URL delle ordinanze di riferimentoAssociazioni CUP-CIG (
cup_cig.csv) — 12.847 coppie CUP-CIG, ciascuna con il link diretto alla scheda gara su ANAC Analytics
Rispetto al numero #14, in questo aggiornamento abbiamo aggiunto:
il codice ISTAT del comune, per incrociare i dati con altre banche dati territoriali;
il link all’ordinanza di riferimento per ogni intervento;
il link alla scheda progetto su OpenCUP per ogni intervento con CUP;
il dataset delle associazioni CUP-CIG, derivato dal join con i dati ANAC.
🗣️ Il valore di questi dati
Anche stavolta per noi è importante fare venire in superficie non tanto una nuova tabella, ma la necessità di liberare i dati e renderli disponibili alla collettività.
Stavolta a raccontarcelo è Alberto Pampalone, di ActionAid Italia.
Open data cercasi: la ricostruzione ha ancora bisogno di trasparenza
Per il secondo anno consecutivo la società civile ha dovuto chiedere formalmente ciò che dovrebbe essere già pubblico: i dati aggiornati e completi sulla ricostruzione post-sisma nel Centro Italia. Ancora una volta, il punto di partenza è stato lo stesso: la necessità di comprendere davvero a che punto siano i 3.542 interventi pubblici finanziati e le 34.148 richieste di contributo per la ricostruzione privata, per un valore complessivo di 20,4 miliardi di euro.
Lo scorso 26 novembre 2025 è stata presentata una nuova istanza di accesso civico generalizzato (FOIA) al Commissario straordinario per il sisma 2016. Rispetto all’anno scorso, però, il percorso è stato meno difficoltoso. Seppur in ritardo rispetto agli ordinari trenta giorni previsti dalla legge, dopo interlocuzioni e sollecitazioni – e senza la necessità di passare, questa volta, per il TAR – alla fine i dati sono stati trasmessi. Un passo avanti che riconosciamo, anche per lo sforzo organizzativo dichiarato nel riorganizzare le informazioni.
Eppure, anche quest’anno il risultato è solo parziale. I dataset ricevuti presentano alcune novità utili – come una classificazione più chiara della categoria degli interventi – che agevolano il lavoro di analisi. Tuttavia, restano assenze significative relative alla ricostruzione pubblica (riguardo a quella privata siamo ancora in attesa di ottenere le informazioni): non risultano indicati in modo sistematico i dati sulle procedure di affidamento, sui soggetti attuatori ed eventuali subappaltatori, sui pagamenti effettuati e sulle tempistiche, né sull’eventuale riconducibilità degli interventi a finanziamenti PNRR o PNC.
Di certo, la lacuna maggiore è rappresentata dall’assenza dei Codici Identificativi di Gara (CIG). Come sa chi prova a fare monitoraggio civico, i CIG sono informazioni fondamentali per collegare ciascun intervento alle procedure di affidamento, agli operatori economici coinvolti e agli importi contrattuali. Senza il CIG diventa estremamente complesso ricostruire la filiera dei contratti pubblici e svolgere un monitoraggio civico completo.
Proprio per questo, come campagna Dati Bene Comune, abbiamo deciso di non fermarci. Dai 3.542 interventi pubblici risultavano 3.322 CUP (Codici Unici di Progetto, alcuni ripetuti o duplicati). Grazie al lavoro di una delle associazioni della campagna, onData – e in particolare di Andrea Borruso, che qui ringraziamo – è stato possibile estrapolare 12.748 CIG, arrivando a coprire più dell’87% del totale degli interventi della ricostruzione pubblica. Un risultato significativo, che dimostra come l’attivazione civica e le competenze diffuse possano contribuire concretamente a rafforzare la trasparenza e la leggibilità dell’azione pubblica.
Resta però il nodo strutturale. A oggi, la sezione “open data” del sito del Commissario straordinario continua a non essere aggiornata e completa. Ciò significa che l’accesso ai dati è possibile solo attraverso procedure formali come il FOIA, attivando richieste, riesami e interlocuzioni che richiedono tempo e risorse. Eppure, quei dati dovrebbero essere pubblicati in modo sistematico, aggiornati e disponibili per chiunque: cittadini, ricercatori, amministratori locali, giornalisti.
Accogliamo quindi con favore lo spirito di collaborazione che è emerso da una lettera che abbiamo ricevuto il 25 febbraio 2026 dal Commissario straordinario, nella quale viene riconosciuto il valore “abilitante” del CIG ai fini del monitoraggio civico e ribadita la disponibilità a migliorare progressivamente la qualità e la fruibilità delle informazioni, arricchendo i dataset nei prossimi aggiornamenti (che la struttura commissariale si è impegnata a trasmettere, orientativamente, entro maggio). La consapevolezza condivisa delle criticità – dalla complessità dei flussi informativi ai dati in corso di consolidamento presso i soggetti attuatori – rappresenta un terreno importante su cui costruire un confronto tecnico-operativo utile a rendere più solido e strutturato il sistema dei dati della ricostruzione.
La trasparenza non è una concessione, ma un principio che trova fondamento nella legge e nella qualità stessa dell’azione pubblica. I dati sulla ricostruzione appartengono alle comunità che da dieci anni convivono con le conseguenze del sisma e che hanno diritto a comprendere come vengono impiegate le risorse destinate ai loro territori.
Rendere quei dati aperti, interoperabili, costantemente aggiornati significa rafforzare la fiducia, migliorare l’efficacia delle politiche pubbliche e rendere possibile un monitoraggio diffuso e consapevole. I passi avanti compiuti vanno riconosciuti. Ora la sfida è consolidarli, trasformando la collaborazione in un sistema stabile di pubblicazione e aggiornamento, all’altezza della responsabilità che la ricostruzione comporta.
Chi siamo
“Liberiamoli tutti” di datiBeneComune è promossa da ActionAid Italia, info.nodes, OnData e Transparency International Italia.
#DatiBeneComune è una campagna lanciata il 9 novembre 2020 per chiedere al Governo italiano di pubblicare in formato aperto e accessibile i dati sulla gestione della pandemia di COVID-19. La campagna è stata accolta sin dall’inizio con entusiasmo da parte di esperti, organizzazioni, testate giornalistiche, che hanno aderito immediatamente all’iniziativa. Oggi la campagna è impegnata della richiesta di dati aperti sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e su tutte le politiche e questioni di pubblico interesse.
Con “Liberiamoli tutti” vogliamo fare un altro passo per costruire una comunità di persone, organizzazioni e altre realtà attorno ai dati liberati ed al loro utilizzo e per contribuire a promuovere la cultura dei dati aperti.
💌 Hai in mente altri dati da liberare? Scrivici a info@datibenecomune.it.



Forse quello che manca da questo lavoro immane è chiedere (all'AI?) una sintesi ragionata sul significato dei dati...del tipo:
Dall'analisi dei dati relativi agli interventi di ricostruzione, emergono tendenze significative riguardanti la distribuzione geografica delle risorse, le priorità d'intervento e lo stato di avanzamento dei lavori. L'investimento totale pianificato ammonta a circa **4,6 miliardi di euro**, suddivisi in **3.542 progetti**.###
Analisi Geografica e Settoriale * **Dominanza della Regione Marche**: La regione Marche rappresenta il fulcro principale della ricostruzione, con un investimento totale di oltre **2,47 miliardi di euro**, superando ampiamente le altre regioni coinvolte (Abruzzo, Lazio e Umbria).
Questo indica una concentrazione degli sforzi e delle risorse in quest'area, probabilmente a causa di un maggiore impatto dei danni subiti.
* **Priorità all'Edilizia Scolastica**: La categoria **"10 - Scuole"** è quella che riceve il finanziamento più consistente, con circa **1,43 miliardi di euro**. Seguono le opere di urbanizzazione e le infrastrutture, a dimostrazione di una strategia volta non solo al ripristino degli edifici, ma anche alla messa in sicurezza e al potenziamento dei servizi essenziali per la comunità.
* **Distribuzione delle Risorse Pubbliche**: Oltre alle scuole, una quota rilevante degli investimenti è destinata a municipi, cimiteri ed edilizia residenziale pubblica, evidenziando un impegno capillare nel ripristino del tessuto istituzionale e sociale dei comuni colpiti.###
Stato di Avanzamento dei Progetti * **Fase di Progettazione Attiva**: La maggior parte dei progetti si trova attualmente nelle fasi iniziali o intermedie di progettazione. La fase più comune è **"FA\_3 - Incarico di progettazione affidato"** (762 progetti), seguita da **"FA\_4 - Progetto definitivo/PFTE approvato"** (701 progetti). Ciò suggerisce che una vasta ondata di cantieri è pronta a partire nel prossimo futuro.
* **Cantieri e Conclusioni**: Nonostante l'alta concentrazione nelle fasi preliminari, un numero significativo di interventi è già in fase operativa o conclusiva: 444 progetti hanno visto l'**inizio dei lavori** (FA\_7) e 410 sono già in fase di **collaudo** (FA\_9).
* **Efficienza nell'Attuazione**: La presenza di soli 85 progetti in cui il RUP non è ancora stato nominato (FA\_0) indica che la macchina amministrativa è quasi interamente avviata per la totalità degli interventi previsti.
In sintesi, i dati delineano un processo di ricostruzione in piena fase di sviluppo, con un forte orientamento verso la riqualificazione delle infrastrutture scolastiche e una netta prevalenza operativa nel territorio marchigiano.